Trasparenza salariale e parità retributiva: la nuova direttiva europea – Survey di UNI su PdR 125
Marzo 17, 2026 in Altri enti
Recentemente il Consiglio dei Ministri ha compiuto un passo importante verso una maggiore equità nel mondo del lavoro, con l’approvazione dello schema di decreto legislativo che recepisce la Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza delle retribuzioni. L’obiettivo della Direttiva è rafforzare l’applicazione del principio di parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore, attraverso nuovi strumenti di trasparenza salariale e meccanismi più efficaci di tutela.
La direttiva introduce infatti una serie di misure pensate per rendere più chiari e verificabili i criteri con cui vengono determinate le retribuzioni. Tra le novità più rilevanti vi è l’obbligo, per i datori di lavoro, di comunicare già nella fase di selezione la retribuzione iniziale o la fascia salariale prevista per la posizione, insieme alle regole del contratto collettivo applicabile. Viene inoltre vietato chiedere ai candidati informazioni sullo stipendio percepito nei precedenti impieghi, una pratica diffusa che spesso contribuisce a perpetuare nel tempo le disuguaglianze retributive.
Le aziende con almeno 100 dipendenti dovranno, inoltre, comunicare periodicamente i dati sul gender pay gap a un organismo di monitoraggio. Qualora emerga una differenza retributiva media tra uomini e donne pari o superiore al 5% e non giustificata da criteri oggettivi, l’azienda sarà chiamata ad avviare una valutazione congiunta delle retribuzioni con i rappresentanti dei lavoratori e ad adottare misure correttive.
La direttiva europea non è tuttavia l’unico strumento oggi disponibile per promuovere politiche efficaci di parità nelle organizzazioni. Un riferimento sempre più diffuso è rappresentato dalla UNI/PdR 125:2022, la prassi di riferimento pubblicata da UNI che definisce un sistema strutturato di indicatori prestazionali (KPI) per misurare e monitorare le politiche di parità di genere nelle organizzazioni. Pur non essendo una norma tecnica, la UNI/PdR 125 è stata riconosciuta dal legislatore italiano come strumento per la certificazione accreditata del sistema di gestione della parità di genere.
Per raccogliere indicazioni utili sull’evoluzione di questo strumento, UNI ha avviato una breve indagine rivolta a professionisti, imprese e organizzazioni, con l’obiettivo di raccogliere spunti e suggerimenti che possano orientare i prossimi sviluppi della prassi.
Tutte le persone interessate possono compilare la survey a questo LINK entro il 4 aprile, contribuendo così al miglioramento di uno strumento che sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle politiche di parità.
Il tema della parità e delle pari opportunità rappresenta da tempo una linea di impegno concreta e continuativa per l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano. Solo poche settimane fa l’Ordine ha promosso il convegno Progetto Donna, che ha visto un confronto molto ricco tra rappresentanti delle istituzioni, delle professioni, del mondo della ricerca e dell’istruzione e delle imprese. Da quel dialogo è emersa con chiarezza una consapevolezza condivisa: promuovere la piena partecipazione delle donne nei settori tecnici non è soltanto una questione di equità, ma anche una leva fondamentale per la qualità dello sviluppo economico e sociale.
Su questa stessa linea si inserisce anche il seminario “Attività di frontiera delle donne nell’ingegneria”, organizzato il 7 marzo insieme ad AIDIA, che ha valorizzato il contributo delle professioniste impegnate in ambiti avanzati e innovativi dell’ingegneria – dalla gestionale all’industriale, dalla strutturale all’elettronica e informatica, fino ai settori energetico e nucleare.
Per l’Ordine la parità non può restare un principio astratto, ma deve essere costruita con un approccio pragmatico e basato sui dati, attraverso strumenti concreti e politiche efficaci, capaci di produrre risultati misurabili nel tempo. In questa prospettiva, iniziative di informazione e confronto su temi come la trasparenza salariale rappresentano un passaggio importante per favorire una cultura professionale sempre più inclusiva, in cui talento e competenze possano trovare pieno riconoscimento e spazio di espressione.