Nuovo Consiglio OIM 2026–2030: l’editoriale del Presidente

Un percorso nel segno della continuità

Care colleghe e cari colleghi,

nell’assumere l’incarico di Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, desidero innanzitutto rivolgere a tutti Voi il mio più sincero ringraziamento.

Accolgo questo incarico con senso di responsabilità, determinazione e gratitudine. Il vostro consenso ha reso possibile questo risultato e rappresenta per me l’impegno a lavorare con ascolto e spirito di servizio nell’interesse della nostra comunità professionale e della Società.

Viva riconoscenza va alle Consigliere e ai Consiglieri neoeletti, che hanno voluto riporre in me la loro fiducia. Insieme affronteremo le sfide che ci attendono, valorizzando le competenze e il contributo di ciascuno.

Un ringraziamento particolare va, infine, alla Presidente uscente Carlotta Penati, per aver avviato con visione e determinazione un percorso di rinnovamento che ha reso il nostro Ordine più aperto, inclusivo e attento alle esigenze dei colleghi e della società civile, e a tutto il Consiglio uscente per il prezioso lavoro svolto in questi anni.

Essere Presidente significa, per me, rappresentare una comunità straordinaria di professioniste e professionisti che, ogni giorno, contribuisce allo sviluppo, all’innovazione e alla sicurezza del nostro territorio.

Eppure, è ancora diffusa da parte di molti iscritti una visione dell’Ordine come mero adempimento burocratico, anziché come punto di riferimento e luogo di appartenenza per la professione.

È da questa consapevolezza che vogliamo partire: costruire un Ordine sempre più “casa comune”, nei fatti prima ancora che nelle parole. Un luogo nel quale ogni ingegnera e ogni ingegnere possa sentirsi ascoltato, rappresentato e accompagnato nel proprio percorso professionale, indipendentemente dall’età, dalla specializzazione, dal luogo di provenienza e dal settore in cui opera.

È su queste priorità che concentreremo il nostro impegno nei prossimi mesi, traducendole in concreti obiettivi di mandato:

  1. Ascoltare e coinvolgere

Il primo impegno sarà quello di ascoltare di più: le difficoltà quotidiane dei colleghi e degli studi professionali, le esigenze dei giovani, le aspettative di chi opera nelle imprese, nella libera professione, dei dipendenti, nella pubblica amministrazione, nella ricerca e nelle università.

Un Ordine forte è, prima di tutto, un Ordine nel quale gli iscritti si riconoscono e quindi fanno  sentire la propria voce.

In questa direzione nasce “Open Ordine – La Presidenza a porte aperte”, uno spazio di dialogo diretto con voi, articolato in momenti di confronto collettivo e occasioni di ascolto individuale.

Su vostra richiesta, organizzeremo appuntamenti, in presenza e/o in streaming, nei quali potremo confrontarci direttamente, porre domande, avanzare proposte, condividere idee e anche osservazioni critiche. Un’occasione di ascolto e confronto aperto, per rendere l’Ordine sempre più trasparente, accessibile e partecipato.

Per fissare un appuntamento, singolo o di gruppo, sarà possibile inviare una richiesta a iannicelli@ordineingegneri.milano.it.

Ma vorrei che anche questo editoriale diventasse un piccolo spazio di dialogo con voi. Di volta in volta proverò a porvi un sondaggio operativo sui temi che riguardano l’Ordine, la professione e il futuro dell’ingegneria.

Cominciamo da qui:

In questo momento, secondo te, qual è la priorità che dovrebbe perseguire l’Ordine?

  • Tutela delle competenze professionali e delle attività riservate agli ingegneri
  • Equo compenso e contrasto alla svalutazione delle prestazioni professionali
  • Intelligenza artificiale, nuova frontiera
  • Semplificazione burocratica e rapporto con la Pubblica Amministrazione
  • Formazione e aggiornamento professionale più vicini alle esigenze degli iscritti
  • Opportunità professionali, lavoro e sviluppo del mercato
  • Supporto ai giovani ingegneri e a chi entra nella professione
  • Maggiore rappresentanza degli ingegneri presso istituzioni e decisori pubblici
  • Servizi, convenzioni assistenza e supporto concreto agli iscritti
  • .. (specificare)

Questo il link se vuoi rispondere al sondaggio:

https://forms.gle/vAinKUH7sg44odDc8

  1. Valorizzare e tutelare la professione, accompagnare i giovani

Il mercato del lavoro sta cambiando rapidamente. Cambiano le competenze richieste, le opportunità professionali e le aspettative delle nuove generazioni, mentre responsabilità sempre maggiori non sempre trovano un riconoscimento economico adeguato.

Dobbiamo tornare a rendere evidente il valore dell’appartenenza all’Ordine, soprattutto agli occhi dei più giovani: non un semplice adempimento, ma una comunità capace di offrire opportunità, relazioni, orientamento, tutela e crescita.

Vogliamo far nascere la “Rete delle Competenze”, un network interno e orizzontale nel quale gli iscritti potranno scambiarsi conoscenze ed esperienze. I giovani potranno, ad esempio, condividere competenze innovative e sui nuovi strumenti digitali; i professionisti più esperti potranno mettere a disposizione il patrimonio maturato nella gestione dei cantieri, dei contratti, della committenza e dello studio professionale.

Un mentoring reciproco e intergenerazionale, nel quale non ci sia soltanto qualcuno che insegna e qualcuno che impara, ma una comunità nella quale ciascuno abbia qualcosa da offrire e qualcosa da apprendere. Invieremo prossimamente le istruzioni e i dettagli operativi per partecipare al progetto.

Vogliamo quindi favorire occasioni di incontro tra ingegneri giovani, studi professionali, imprese e associazioni datoriali, attraverso incontri di matching, opportunità di collaborazione, co-working e percorsi formativi capaci di avvicinare concretamente i nuovi iscritti alla professione.

  1. Governare l’innovazione

Intelligenza artificiale, digitalizzazione, nuovi modelli progettuali e transizione ambientale stanno trasformando profondamente il modo di esercitare la professione.

Di fronte a questi cambiamenti, la sfida è saperli comprendere, accompagnare e governare, trasformandoli in opportunità di crescita e sviluppo per la professione.

La nostra professione si sposterà sempre più dal calcolo e dall’esecuzione alla capacità di supervisionare sistemi complessi, validare criticamente i risultati e assumere decisioni responsabili. La tecnologia potrà cambiare gli strumenti dell’ingegnere, ma non potrà sostituirne la responsabilità.

L’Ordine dovrà quindi accompagnare i colleghi attraverso formazione e orientamento sui nuovi strumenti, promuovendo cultura digitale, cybersecurity, utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale e sostenibilità.

In questa prospettiva auspico, nel corso del mandato, l’attivazione di uno Sportello di Orientamento Tecnologico e Normativo, al quale rivolgersi per orientarsi tra innovazioni, nuovi strumenti e trasformazioni normative che interessano i diversi settori dell’ingegneria.

L’obiettivo è chiaro: non rincorrere il cambiamento, ma prepararci a guidarlo.

  1. Semplificare il rapporto con l’Ordine

L’innovazione deve produrre anche un risultato molto concreto: restituire tempo ai professionisti.

Il percorso di digitalizzazione avviato nella precedente consigliatura ha già consentito di semplificare numerosi servizi. Ora vogliamo compiere un ulteriore passo avanti sfruttando appieno le potenzialità della nuova piattaforma informatica dell’Ordine.

Il progetto centrale sarà il Fascicolo Digitale del Professionista: un unico spazio personale, sicuro e sempre accessibile, nel quale ciascun iscritto possa trovare progressivamente documenti, certificazioni, abilitazioni, attività svolte nell’Ordine, incarichi e informazioni relative alla propria vita professionale, insieme al tesserino professionale digitale.

Non un semplice archivio, dunque, ma un vero cassetto digitale personale, capace di ridurre la frammentazione delle informazioni e semplificare il rapporto quotidiano con l’Ordine.

Parallelamente avvieremo la dematerializzazione e la digitalizzazione del patrimonio documentale dell’Ente, per rendere gli uffici più efficienti, sostenibili e capaci di rispondere con maggiore rapidità agli iscritti.

Vogliamo inoltre avviare un percorso di qualificazione e certificazione dell’Ordine, che renda misurabili e verificabili gli impegni assunti sul piano organizzativo, ambientale e sociale.

L’obiettivo è conseguire la certificazione del sistema di gestione per la qualità secondo la norma ISO 9001, per migliorare l’efficienza dei processi e la qualità dei servizi offerti agli iscritti; misurare e certificare la propria impronta di carbonio, individuando azioni concrete per ridurre progressivamente l’impatto ambientale delle nostre attività; intraprendere, infine, il percorso per la certificazione della parità di genere, promuovendo all’interno dell’organizzazione principi e pratiche coerenti con una reale cultura dell’equità e dell’inclusione.

Non vogliamo che siano semplici attestazioni formali, ma strumenti per migliorare il modo in cui l’Ordine opera e per tradurre in comportamenti concreti i valori che intendiamo promuovere.

  1. Protagonisti del territorio

Proseguire nel percorso di trasformazione dell’Ordine da semplice organo di autogoverno a interlocutore strategico e co-protagonista nelle politiche territoriali, mostrando concretamente il valore sociale, economico e tecnico della categoria, mediante:

  • Rafforzamento del ruolo delle Commissioni, ampliandone la partecipazione e favorendo il coinvolgimento degli iscritti, affinché diventino sempre più luoghi di confronto, elaborazione e proposta. Le Commissioni dovranno rappresentare un patrimonio di competenze a disposizione della comunità professionale e del territorio, contribuendo alla produzione di documenti, linee di indirizzo e proposte formative sui principali temi di interesse per la professione e per la collettività.
  • Partecipazione a tavoli tematici con gli enti locali e la redazione e diffusione di report strategici ponendosi nei confronti del decisore pubblico quale interlocutore autorevole, competente e indipendente.
  • Trasparenza e valorizzazione delle competenze nelle nomine: messa a disposizione, su richiesta delle amministrazioni, di terne di esperti qualificati selezionati tramite criteri di trasparenza, rotazione, imparzialità e qualità tecnica.
  • Bilancio Sociale e Territoriale: redazione di un documento annuale che renda visibile, attraverso dati concreti e verificabili, il contributo della comunità degli ingegneri allo sviluppo economico, sociale, tecnologico e ambientale del territorio. Non un semplice rendiconto delle attività dell’Ordine, ma uno strumento per misurare e comunicare il valore concreto generato dalla professione per la collettività, le istituzioni e le imprese.

Auspico un Ordine capace non soltanto di parlare agli iscritti, ma di parlare CON gli iscritti; un Ordine autorevole nella rappresentanza ma profondamente umano nell’ascolto.

Vorrei affrontare con VOI questo percorso con lo spirito di servizio che ha contraddistinto la mia azione in questi anni e con la consapevolezza che rappresentare gli Ingegneri di Milano è, prima di tutto, un grande onore e un impegno verso tutta la comunità professionale.

Carmelo Iannicelli
Presidente
Ordine degli Ingegneri
della Provincia di Milano